• Betto

Filippo

Aggiornato il: 19 mar 2019


Ospedale Niguarda

Il mio vicino di letto si chiama Filippo. Dorme, oppure cerca di scappare dal letto ma le sbarre lo tengono prigioniero. Allora si lamenta, cerca di strapparsi le flebo. I figli, che fanno i turni per stare sempre con lui, lo fermano, gli parlano ad alta voce. Filippo è quasi sordo. Ha 89 anni. E' qui per un Ictus. Quando parla non si capisce niente.. un po' il dialetto.. un po' l'Ictus. E' simpatico, testa dura. Calabrese arrivato con le valigie di cartone. Ha lavorato tutta la vita. Menava moglie e figlie. Ogni tanto chiama la mamma. Quando si addormenta siamo tutti sollevati.

Ieri sono sceso a prendere un caffè al distributore, accanto ad una porta scorrevole automatica rotta, sempre aperta. Ho messo la giacca, almeno l'aria sembra più sana di quella del corridoio. Solo un po' di smog, ma forse nessun virus. Ho fatto amicizia con Mario. Era seduto su una sedia a rotelle. Mi sorrideva. Gli ho chiesto se voleva un caffè. Mi ha risposto subito, con un accento di Rovigo, che grazie, lo voleva macchiato. Lui sta al quarto piano. Sclerosi multipla. Avrà quarant'anni, sguardo beffardo e buono.


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